Eric Sardinas: Live Report della data di Forlì

Eric Sardinas: Live Report della data di Forlì

Eric Sardinas | The Cyborgs | Figli Di Muddy |

  • Data del concerto: 14 ottobre 2011
  • Città: Forlì
  • Locale: Naima Club

Il legame tra Eric Sardinas e la gente del Naima, locale nel quale è sempre bello tornare, è tale per cui all’incirca una volta l’anno il chitarrista bianco che cerca di cantare come un nero torna a esibirsi, e ogni volta porta a casa un risultato più che soddisfacente.

I primi a salire sul palco sono comunque i Figli di Muddy, ragazzi giovani giovani ma con le idee ben chiare e il blues scolpito nelle mani; li accompagna alla voce Lisa Manara (vincitrice del Festival Donne Jazz in Blues), un’altrettanto giovane ma estremamente promettente cantante, dalla voce sicura e dal timbro appassionato.

Quando i The Cyborgs si mostrano al pubblico, c’è da rimanere un minimo perplessi. Abbiamo a che fare infatti con un duo (un cantante – chitarrista e un tastierista – batterista), i cui componenti si fanno chiamare Cyborg 0 e Cyborg 1 (come gli elementi del codice binario), vestiti di nero e con due maschere da saldatore a coprire i volti: siamo sicuri di essere nel posto giusto? Quando però i due cominciano a suonare, in quello stile che loro stessi definiscono “cyborg – boogie”, tutti i dubbi vengono spazzati via. I The Cyborgs suonano alla perfezione un blues dinamico e complesso, che invita a volgersi al passato ma utilizzando gli strumenti moderni. Da notare anche l’interazione col pubblico nel momento in cui i due scendono dal palco, Cyborg o continua a suonare mentre Cyborg 1 utilizza la maschera da saldatore del compagno di band come uno strumento a percussione. Un nome da segnare (tra l’altro hanno in previsione un tour molto ricco di eventi in tutta Italia e all’estero).

I puristi del blues probabilmente penseranno che Eric Sardinas non sia un bluesman credibile, prima di tutto per il colore della pelle sbagliato, nonostante la sua predilezione per il nero (come denota l’eccentrico abbigliamento del musicista di Fort Lauderdale). D’altra parte, la sua capacità di mettere corpo e anima nella musica è tale che è davvero difficile resistergli, senza contare la sua maestria nell’utilizzo della chitarra, la sua tenuta di palco trascinante e il circondarsi di un piccolo nucleo di musicisti (i Big Motor) che sembrano tutti dei mandriani di bisonti, ma che al pari suo conoscono alla perfezione lo strumento e anche gli aspetti più nascosti del blues. Sardinas sta promuovendo il suo quinto album, “Sticks And Stones”, da cui esegue fra gli altri “Road To Ruin”, “Through The Thorns” e “Behind The Eight”. Nel corso dell’esibizione c’è anche modo di tornare alle origini, con estratti dai primi due lavori, “Treat Me Right” e “Devil’s Train”. Un altro momento particolare, fattibile in contesti piccoli e raccolti come quello del Naima, è quello in cui Sardinas esegue un vecchio brano di Robert Johnson (introdo tto come un brano ascoltato per la prima volta durante l’infanzia), cantandolo senza utilizzare il microfono, mentre il battito ritmico dello stivale sul legno del palco accompagna la chitarra. Questo diavolo in nero ha smesso di bruciare la chitarra sul palco e di fare lo slide con il collo della bottiglia di birra, ma la sua musica ne ha guadagnato in dinamismo e in passione.

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