Categoria: Time Warp

Summoning – Recensione: Dol Guldur

Nonostante l’originalità e la coerenza della loro proposta musicale, sin dagli esordi i Summoning sono stati relegati in secondo piano dalle riviste che si occupavano di metallo pesante, ma proprio in virtù di ciò questa volta vogliamo andare a riprendere un capitolo fondamentale del loro black metal, un...

Rage – Recensione: XIII

Dopo l’esperimento, tra l’altro riuscitissimo, del 1996 con l’album “Lingua Mortis” accompagnato dall’orchestra, i Rage escono sul mercato con “XIII“, sicuramente il lavoro della svolta stilistica per la band di Peavy Wagner. I tedesconi, infatti, realizzano un album cupo e magniloquente, in cui la parte sinfonica gioca un...

Marty Friedman – Recensione: Dragon’s Kiss

Dopo aver scosso il mondo chitarristico insieme all’amico Jason Becker con quei Cacophony, scoperti dal guru Mike Varney (Shrapnel), e autori di soli due album diventati dei classici (“Speed Metal Symphony” e “Go Off!”) Marty Friedman pubblicò (ben prima del suo approdo nei Megadeth, delle sperimentazioni soliste e dell’infatuazione per...

Kyuss – Recensione: Wretch

Prima dei capolavori e della consacrazione come una delle band più importanti degli anni ’90, ci fu “Wretch”. In cui, del resto, già molto di quello che era a venire si poteva ampiamente intuire. Raccolta di demo preesistenti e nuovo materiale, è il primo album e la prima...

Paradise Lost – Recensione: Icon

Nel 1993 il processo di trasformazione dei Paradise Lost compie un grosso passo in avanti, coincidente con la pubblicazione del seminale “Icon” per Music For Nations: Nick Holmes alla voce, Gregor Mackintosh e Aaron Aedy alle chitarre, Steve Edmonson al basso e Matthew Archer alla batteria sono gli...

Slipknot – Recensione: Slipknot

Alle soglie del 2000 si affaccia prepotentemente sulla scena un gruppo portatore di un mix mai sentito prima. Trattasi di nove loschi figuri provenienti dall’Iowa che sul palco indossano terrificanti maschere da film horror e suonano un’esplosiva miscela dei più estremi e alternativi sottogeneri del metal. Parliamo ovviamente...

Opeth – Recensione: Still Life

Nonostante l’abile interazione tra death metal e momenti acustici facesse parte del DNA degli Opeth già dall’esordio “Orchid” fu probabilmente con “Still Life” che la formula venne codificata, prima dell’esplosione del successo su scala mondiale di “Blackwater Park”. L’album in esame possiede una tale completezza d’intenti che difficilmente...

Napalm Death – Recensione: Scum

Apriamo la nostra consueta finestra sul passato inquadrando l’atmosfera musicale che si respirava nel periodo in cui usciva “Scum“: era il 1987, anno degno di nota in ambito hard’n’heavy perché oltre a vedere la nascita di band fondamentali (Danzig, Burzum, Darkthrone, Cynic, Entombed, Asphyx, Meshuggah, Deicide, Autopsy ecc…)...