Categoria: Recensioni

Code Orange – Recensione: Underneath

Dopo tre anni dall’uscita del loro secondo album, intitolato “Forever”, tornano all’attacco i Code Orange. La band di Pittsburgh, infatti, nei primi giorni di gennaio, ha annunciato la pubblicazione del terzo full-length, Underneath. Il batterista Jami Morgan, nonché uno dei produttori assieme a Nick Raskulinecz e Will Yip,...

Grand Design – Recensione: V

Formati nel 2006 dal cantante e produttore svedese Pelle Saether, i Grand Design hanno da sempre perseguito la missione di “far funzionare le sonorità del rock anni ottanta nel ventunesimo secolo”, orgogliosi di come hanno saputo alternare uscite discografiche ed attività live senza mai rinunciare al loro suono...

Novena – Recensione: Eleventh Hour

Con la pubblicazione di Eleventh Hour, i Novena, band capitanata da Ross Jennings degli ormai celeberrimi Haken, sono pronti a farsi conoscere sul serio dal pubblico. Con l’uscita di “Secondary Genesis”, EP risalente al 2016, gli inglesi avevano dimostrato di avere tanto potenziale per brillare nel panorama Progressive...

Body Count – Recensione: Carnivore

Ice–T non molla, e rilancia la storia dei Body Count con il nuovissimo “Carnivore”. Un disco denso, violento nell’incedere e dalle coordinate tipicamente Usa. Tracy Lauren Marrow è sempre protagonista assoluto, una arringa continua e determinata contro quelle ingiustizie che il rapper e rocker americano contesta da decenni....

Ross The Boss – Recensione: Born Of Fire

Come già dimostrato in parte dall’album precedente, quello che si nasconde sotto il monicker Ross The Boss è un possente gruppo di tradizionale power metal che sempre meno propone richiami allo stile dei Manowar, ben più presenti nelle prime uscite soliste (con formazione completamente diversa) del chitarrista americano....

Khymera – Recensione: Master Of Illusions

E’ una bella storia, quella dei Khymera, perché alla nascita del gruppo hanno collaborato Steve Walsh dei Kansas ed il nostro Daniele Liverani (il suo ultimo Worlds Apart stupisce ed ammalia), perché con l’ingresso di Dennis Ward (Magnum, Pink Cream 69) il progetto si è ulteriormente evoluto e...