Categoria: Recensioni

Orange Goblin – Recensione: The Big Black

Se le aspettative della band con ‘Time Travelling Blues’ erano adagiate sul motto “I Black Sabbath ed i Pink Floyd hanno avuto un figlio bastardo”, con questo ‘The Big Black’, gli Orange Goblin riescono a tramortire, esplodendoci in faccia senza tanti complimenti. Riff spezzati, atmosfere da delirio sonico,...

Jacob’S Dream – Recensione: Jacob’s Dream

Il debutto dei Jacob’s Dream, provenienti dall’Ohio, si colloca senza ombra di dubbio, nel favoloso supermarket delle insalate di riso. Chiarisco: Paganini, Bach, Steve Vai, Rush, Queensryche, Maiden. Nostalgia oppure bieca operazione come convettore per suoni che hanno senza dubbio lasciato il segno nella storia della musica? La...

Sheavy – Recensione: Celestial Hi-Fi

La seconda prova dei canadesi, ‘The Electric Sleep’, venne accolta due anni orsono con l’entusiasmo di chi crede di avere a che fare con la ‘next big thing’. Forse merito allora dell’ Osbourniano cantato di Steve Hennessey, ancora più Ozzy dello stesso Ozzy? Oggi gli Sheavy ci riprovano,...

Coal Chamber – Recensione: Dark Days

Arrivati al terzo disco e appena reduci da conflitti interni che sembravano irreparabili, i Coal Chamber si compromettono infine da soli pubblicando un disco che è finalmente una fotografia chiara di ciò che il gruppo rappresenta. Cioè nulla. Nemmeno più in grado di fornire quei pochi, elementari ma...

Spiritual Beggars – Recensione: On Fire

A sei mesi dal debutto dei Mushroom River Band, nuovo gruppo dell’ex-leader Spice, gli Spiritual Beggars rientrano alla grande con ‘On Fire’, che vede JB degli ottimi Grand Magus dietro il microfono. Certamente il ricordo della quasi-perfezione di ‘Ad Astra’ è tuttora fresco nelle menti e nei cuori...

The Flower Kings – Recensione: The Rainmaker

I Flower Kings non si fermano. Dediti alla riproposizione e rivisitazione delle coordinate progressive classiche di trent’anni fa, consegnano ‘The Rainmaker’ il loro sesto disco in studio colmo di canzoni e divagazioni strumentali di classe. Al solito, divisi in brevi escursioni strumentali o in dilatazioni oltre la decina...

Teer – Recensione: S/T

Nel caso in cui i Fair Warning potessero non essere sufficienti per le vostre orecchie, eccovi serviti su un piatto d’argento i Teer. Un debutto che scorre anonimo, perduto fra Dokken, Stryper, qualche eco dei Whitesnake più americani, dove brillano alcune intuizioni come i riff e gli arrangiamenti...