Categoria: Recensioni

– Recensione: Strait Up

I tributi possono essere di tre tipi differenti, parlando a priori ed escludendo la qualità dei lavori: quelli di mere riproposizioni di cover (innumerevoli), quelli di amici che riassemblano parti incompiute di lavori (il disco di Jeff Buckley curato da Chris Cornell ad esempio) e quelli di amici...

Naervaert – Recensione: Skiftninger

Con una formazione di dieci elementi e una libertà formale notevole, i Naervaer propongono oltre un’ora di musica suonata spesso con strumenti alieni alla tradizione "rock" (xilofono, marimba, tromba). Musica sostanzialmente rilassata e che invita alla riflessione, almeno nei momenti più riusciti, ovvero quelli in cui il lirismo...

The Yes Men – Recensione: Prosody

Trovandoci dalle parti di casa White Jazz, non ci si può aspettare che rock’n’roll a coefficiente variabile di sporcizia. I The Yes Men tengono fede al proprio nome con ritornelli sufficientemente ruffiani e un’attitudine nemmeno tanto vagamente sleazy che si risolve in buoni riff e -purtroppo- tanta routine....

Dogface – Recensione: Unleashed

Hard rock melodico e tradizionalmente settantiano, quello dei nuovi arrivati Dogface. Il gruppo svedese, fondato dal chitarrista e compositore Martin Kronlund, annovera fra le sue fila il cantante Mats Leven (Malmsteen e Treat nel curriculum) e propone sonorità dalla forte impronta ‘purpleiana’, con un occhio di riguardo per...

Vermin – Recensione: Filthy Fucking Vermin

Avendo ormai alle spalle una carriera decennale, quattro dischi e alcuni demo alle spalle, i Vermin si salvano in automatico dalle accuse di essere un banale riip-off degli Entombed. Le somiglianze col gruppo di ‘To Ride, Shoot Straight And Speak The Truth’ rimangono comunque ingombranti, quasi eccessive, soprattutto...

The Donnas – Recensione: Turn 21

No tranquilli, non si tratta dell’ennesimo gruppo clone delle Spice Girls, le Donnas si muovono su coordinate musicale bin differenti. Le quattro ragazze californiane preferiscono infatti le chitarre elettriche e il sound graffiante e sudaticcio di Nashville Pussy, Ac/Dc e Ramones, tanto per citare alcuni punti di riferimento,...

Dismal Euphony – Recensione: Python Zero

La musica dei Dismal Euphony proviene dagli anfratti di un’identità dissociata, nella quale coesistono una personalità che si sforza di sedurre l’ascoltatore ed una che vuole trascinarlo in un vortice di delirio, in fondo agli abissi dello sconosciuto ‘spazio interiore’ di ogni essere umano. Per raggiungere lo scopo,...

Motorpsycho – Recensione: Roadwork II

La collana ‘Roadwork’ in casa Motorpsycho ha il significato di bootleg ufficiale, di uscite estemporanee, particolari per la band. Dopo il primo episodio, classico nei concerti dei Nostri, il secondo volume della serie raggiunge il punto di non ritorno di una situazione ai limiti dell’avant garde nel senso...