Categoria: Recensioni

Braindamage – Recensione: Collapse

A Torino, nell’ultima edizione dello Psychoparty, si avvertiva nell’ aria che per i Braindamage sarebbe stato il punto di non ritorno. L’ attitudine avrebbe pagato oppure voltato la faccia. Da qualche tempo, nei meandri dell’underground, la creatura ‘Collapse’ si muoveva, senza aver trovato il giusto tombino per giungere...

Ayreon – Recensione: The Dream Sequencer

Senza dubbio un disco atteso da buona parte degli estimatori della musica prog e metal, questa nuova fatica di Arjen Anthony Lucassen (Bodine, Vengeance), dopo ‘The Final Experiment’, ‘Actual Fantasy’ e ‘Into The Electric Castle’, il quarto capitolo solista che si snoda per due ore e venti minuti...

Paul Rodgers – Recensione: Electric

Attitudine blues elettrico. Qui potremmo fermarci, visto che Paul Rodgers è senza dubbio una delle storiche voci dell’hard rock, padre spirituale di generazioni di cantanti oltre che colonna portante dei Bad Company, Firm e The Law. Il delta del Mississippi è sconvolto dal soffio dei Marshall in ‘Deep...

Browbeat – Recensione: No Salvation

Alcune volte, il panorama metal, si popola di strane creature, quelle che spazzano via il candore del perfetto metallaro e si vestono da spaventa-vicini. In questa sezione, devastante e cattiva, rientra il debutto degli emiliani Browbeat. ‘No Salvation’ è un disco furioso, paragonabile all’impatto di ‘Burn My Eyes’...

Orange Goblin – Recensione: The Big Black

Se le aspettative della band con ‘Time Travelling Blues’ erano adagiate sul motto “I Black Sabbath ed i Pink Floyd hanno avuto un figlio bastardo”, con questo ‘The Big Black’, gli Orange Goblin riescono a tramortire, esplodendoci in faccia senza tanti complimenti. Riff spezzati, atmosfere da delirio sonico,...

Jacob’S Dream – Recensione: Jacob’s Dream

Il debutto dei Jacob’s Dream, provenienti dall’Ohio, si colloca senza ombra di dubbio, nel favoloso supermarket delle insalate di riso. Chiarisco: Paganini, Bach, Steve Vai, Rush, Queensryche, Maiden. Nostalgia oppure bieca operazione come convettore per suoni che hanno senza dubbio lasciato il segno nella storia della musica? La...

Coal Chamber – Recensione: Dark Days

Arrivati al terzo disco e appena reduci da conflitti interni che sembravano irreparabili, i Coal Chamber si compromettono infine da soli pubblicando un disco che è finalmente una fotografia chiara di ciò che il gruppo rappresenta. Cioè nulla. Nemmeno più in grado di fornire quei pochi, elementari ma...