Categoria: Recensioni

Extrema – Recensione: Better Mad Than Dead

Inutile ignorare il fatto che i sei anni di assenza quasi totale degli Extrema dal mercato discografico abbiano visto la diffusione di voci senza controllo, invidie, falsità e qualche augurio sincero. Il momento delle chiacchiere da bar è concluso da un’esplosione di quelle che pochi si aspettavano, un’esplosione...

Nativist – Recensione: From…

Potrebbe essere definito un bagno nella scuola hard core, questo debutto dei Nativist, senza mezzi termini. Le acque del grande fiume che tendono a diventare impetuose, rabbiose, che passano veloci nei territori della recente storia del genere ed approdano ai lidi propri della band. Un disco compatto, ‘From…’,...

Aerosmith – Recensione: Just Push Play

E di nuovo tornano gli Aerosmith. I ragazzacci hanno costruito praticamente tutto in casa, questa volta, riuscendo nell’intento se non di bissare qualitativamente ‘Nine Lives‘, almeno di fare ciò che a loro piace: rock leggero, da MTV per intenderci, con puntiglio e grande dose di mestiere ed innata...

Nickelback – Recensione: The State

Vincitori di un disco d’oro in Canada e sempre più vicini a quello americano, i Nickelback sbarcano ufficialmente in Europa e come se nulla fosse riaprono uno squarcio sul periodo d’oro del grunge. Più “colorati” e sfaccettati della noia dei Creed ma anche più spiccatamente pop, meritano senza...

Smilek – Recensione: Sentimental Highway

E’ il 1983, dal New Jersey appare un nuovo gruppo, bellocci, grandi meloidie, prendono il nome dal loro cantante, John Bongiovanni. L’anno seguente piazzano ‘Runaway’ all’interno di un album che li proietta prestissimo nel mondo delle stelle. E’ il 2001, qualcun altro ci prova, ma non sembra rendersi...

Ataris – Recensione: End Is Forever

Gli Ataris rientrano nella categoria del ‘niente di nuovo sul fronte occidentale’, come succede a molti gruppi punk-melodici ultimamente. Eppure quello che fanno lo fanno bene. Sarà per le atmosfere dal retrogusto emo (i Get Up Kids apprezzerebbero), sarà per il fatto che la band sembra non avere...

– Recensione: Contaminated 3.0

‘Contaminated 3.0’ consentirà di fare due cose. Innanzitutto garantirà 150 minuti di musica estrema di qualità elevatissima, sia a livello tecnico che a livello attitudinale. In secondo luogo permetterà di accedere definitivamente all’universo mutante di casa Relapse, ovvero l’etichetta estrema più attiva, interessante e progressiva che sia attualmente...

Kemuri – Recensione: Senka Senrui

Ci mancavano questi giapponesi, sin dal loro ‘Little Playmate’ del 1997, un disco ska punk, certo, ma nettamente fresco e genuino alla faccia di tutti i Green Day – wannabe incontrati in questi tempi. ‘Senka Senrui’ diverte, con la sua freschezza e la sua velocità, non ha grandi...