Autore: Riccardo Manazza

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

Mayan – Recensione: Dhyana

Terzo album per la symphonic death metal band capitanata da Mark Jansen, e terzo bersaglio colpito nel centro. A questo giro il gruppo ha anche messo in moto un’operazione di raccolta fondi allo scopo di utilizzare per l’album l’accompagnamento di una vera orchestra, scegliendo molto opportunamente la City...

The Unity – Recensione: Rise

Puntano sulla linearità delle intenzioni i power metallers The Unity, a partire dai titoli degli album, con un primo omonimo e questo secondo semplicemente intitolato “Rise”, ma anche nella formula utilizzata per mettere a punto la loro offensiva verso le posizioni più alte del metal europeo. E già,...

Satan – Recensione: Cruel Magic

Una band storica come i Satan che produce un nuovo, eccellente, album sotto l’egida di una label altrettanto seminale come la Metal Blade. Un abbinamento perfetto per tutto il movimento retro-metal che proprio nella band di Brian Ross e Steve Ramsey trova forse di questi tempi il miglior...

U.D.O. – Recensione: Steelfactory

Ci sono dei limiti evidenti nel riproporre una formula consolidata come quella del classic metal, ma quando a farlo sono i leader storici del movimento appare poco sensato lamentarsi di una scontata mancanza di novità stilistiche e conviene invece concentrarsi sulla qualità delle canzoni e del prodotto presentato...