Autore: Riccardo Manazza

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

Lionheart – Recensione: Second Nature

Ormai siamo abituati ai ritorni improbabili, ma quello degli inglesi Lionheart era in assoluto tra quelli meno preventivabili. Un secondo disco a distanza di oltre trent’anni non è cosa da poco, soprattutto perché la formazione ricalca quasi per intero quella originale, con di fatto Lee Small nel ruolo...

Kryptonite – Recensione: Kryptonite

Kryptonite è un progetto che ha raccolta una certa attenzione da parte degli appassionati del genere, merito di una line-up al fulmicotone che vede coinvolti musicisti di spessore ed esperienza come Jakob Samuel e Alessandro Del Vecchio, nonché un astro nascente del melodic rock come Michael Palace, più...

Accept – Recensione: The Rise Of Chaos

Da quando sono tornati a farsi sentire nel 2010 gli Accept della ormai rodata coppia Tornillo/Hoffman (senza dimenticare Peter Baltes) sono una macchina quasi perfetta. Vederli dal vivo è un’esperienza emozionante, vista l’energia che la band riesce a far scaturire dai propri strumenti, ma anche i lavori in...

Masterplan – Recensione: PumpKings

Un’uscita totalmente priva di spessore ed interesse. Questo nuovo, se così possiamo definirlo, album dei Masterplan non è null’altro che una raccolta di brani precedentemente incisi dagli Helloween e qui ripresi dalla nuova formazione di Roland Grapow. Quale possa essere il senso di un’operazione del genere ci sfugge,...

Voivod – Recensione: The Outer Limits

“The Outer Limits”, primo album della band che non vede la presenza del bassista storico Blacky, è uno di quei capolavori sfortunati, portatori sani di un’evoluzione stilistica che aveva cominciato a rinnovare il metal dall’interno e che si è trovata schiacciata negli anni novanta tra l’esplosione dell’alternative/crossover da...