Autore: Marco Soprani

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

Perfect Plan – Recensione: Time For A Miracle

Un po’ come Svizzera/Cioccolato ed Italia/Pizza, il binomio Svezia/Rock melodico ha più volte dimostrato di funzionare a meraviglia: forti di una tradizione cantabile che affonda le sue radici nelle prime edizioni dell’Eurovision Song Contest, ancor prima della ribalta internazionale raggiunta dagli Abba, la cultura nordica ha sempre trovato...

Ramos – Recensione: My Many Sides

Lasciati gli Hardline, formazione nella quale aveva militato per tredici lunghi anni, il chitarrista Josh Ramos pubblica il suo album di debutto per Frontiers e lo fa radunando attorno a sé un gruppetto di amici niente male: non servono molti ascolti per comprendere come circondarsi non solo di...

Dukes Of The Orient – Recensione: Freakshow

Il progetto Dukes Of The Orient nasce dalla collaborazione tra il vocalist britannico John Payne (ex-ASIA, GPS) ed il polistrumentista statunitense Erik Norlander (Last in Line, Lana Lane, Rocket Scientists) e costituisce una ideale continuazione dell’esperienza che i due artisti hanno avviato negli Asia Featuring John Payne, costola...

Black Rose Maze – Recensione: Black Rose Maze

Frontiers Music ha in questi anni contribuito a ridefinire la missione di una “casa discografica”: partendo dal tradizionale business della pubblicazione/distribuzione di nuovi lavori, l’etichetta con sede a Napoli è infatti diventata – complice l’indiscussa credibilità costruita negli anni – un crocevia di contaminazioni e collaborazioni, molte delle...

Lionville – Recensione: Magic Is Alive

Formati a Genova dieci anni orsono dai fratelli Stefano ed Alessandro Lionetti, i Lionville giungono con “Magic Is Alive” alla pubblicazione del quarto album (il secondo per Frontiers), forti dei consensi raccolti dalle uscite precedenti e di un cantante – lo svedese Lars Säfsund (Work Of Art, Enbound)...

Arctic Rain – Recensione: The One

C’è sempre una certa curiosità nell’apprestarsi ad ascoltare una nuova uscita di rock scandinavo: il nostro cervello ragiona per schemi mentali e, sempre attirato dalla possibilità di risparmiare preziose energie affidandosi ai ricordi, l’accostamento di queste latitudini a canzoni patinate ed eleganti ci coccola, culla e rassicura. Se...

Palace – Recensione: Reject The System

Giunti all’ottava tappa del loro cammino discografico, i tedeschi Palace vengono dalla città di Spira e si propongono di perpetuare i fasti del teutonic heavy metal attraverso dieci nuove canzoni che essi stessi definiscono le loro più pesanti e varie di sempre. “Reject The System“, nonostante il titolo...

Tokyo Motor Fist – Recensione: Lions

Artisticamente “figli” di Danger Danger e Trixter, band di provenienza dei due musicisti a capo del progetto, i Tokyo Motor Fist rappresentano un sodalizio artistico che, ancor prima di cominciare a mettere in fila le note, corona un’amicizia lunga una vita: seppure impegnati in carriere diverse, Ted Poley...

Anno Mundi – Recensione: Land Of Legends

Risultanti dall’ibridazione di musicisti dal background hard rock con altri dalle esperienze più spiccatamente progressive, con “Land Of Legends” gli Anno Mundi propongono una eclettica rivisitazione, dal sapore internazionale, del prog italiano della fine degli anni settanta, quello stesso filone che avrebbe ispirato anche tanto pre-metal fuori dai...

Bloody Heels – Recensione: Ignite The Sky

Ritmata, incalzante, corale: potremmo descriverla così la proposta dei lettoni Bloody Heels, il cui primo disco stampato da Frontiers Records – successore dell’EP Summer Nights (2014) e dell’album di debutto Through Mystery (2017) – corona un cammino relativamente lungo ed articolato che ha mosso i suoi primi passi...