Autore: Giovanni Barbo

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

Neal Morse – Recensione: Sola Gratia

Nemmeno il lockdown ferma l’incessante attività di Neal Morse. Anzi. Il periodo di isolamento infonde un’intensità che appare ancor più significativa, considerati i mesi che abbiamo passato e la spiritualità sincera che permea anche quest’opera del polistrumentista americano. Accanto a lui – ma solo virtualmente dato che hanno...

The Stone Garden – Recensione: Black Magic

Hard rock tradizionale muscolare, diretto e robusto quello proposto dai bergamaschi The Stone Garden, imperniato sulle ruvide chitarre di Carlo Lancini e Marco Mazzucotelli. La band è nata ufficialmente nel 2015, ma i membri hanno accumulato una pluriennale esperienza sul palco, aprendo anche per nomi importanti del panorama...

Dynazty – Recensione: The Dark Delight

Prosegue la marcia solenne dei Dynazty nei piani alti del metal melodico: una materia che la band svedese interpreta da ormai dodici anni con grande senso della melodia e una magniloquenza capace di mettere in soggezione anche l’ascoltatore più audace. Una capacità di creare atmosfere che di per...

Gotthard – Recensione: 13

Un album con sound decisamente moderno e tagliente, spesso aggressivo, che è in grado di affondare colpi affilati ma per un bel pezzo di strada rinuncia a quella sapiente miscela di sogno e melodia che hanno caratterizzato i Gotthard dei tempi migliori: questo è “13”. Un cambio di...

Harem Scarem – Recensione: Change The World

Altro centro. Il punto forte degli Harem Scarem, nel nuovo “Change The World”, torna ad essere la capacità di emozionare, quattordici album dopo il pur irripetibile capolavoro “Mood Swings”. Un viaggio di straordinario intensità, in cui la continuità è rappresentata dall’inconfondibile trademark risultato della fusione di armonie vocali (cui...