Autore: Anna Minguzzi

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

Cage – Recensione: Hell Destroyer

Il quarto disco degli americani Cage farà sicuramente la gioia degli amanti del power metal esasperato e con venature di epic (quanti “Hail” ripetuti in ‘I Am The King’!). Gli amanti dei concept complicati invece non potranno rimanere indifferenti di fronte alla moltitudine di brani (anche se alcuni...

Milan Polak – Recensione: Straight

Il terzo album del chitarrista austriaco Milan Polak, nome sostanzialmente sconosciuto ai più, è uno di quei prodotti non eccessivamente brillanti per quanto riguarda l’innovazione, che comunque lasciano un’impronta positiva e un invito al riascolto, forte del fatto di non essere un lavoro particolarmente pesante e comunque ben...

Sun Caged – Recensione: Artemisia

È un disco strano, quest’ultima fatica dei Sun Caged, capitanati dal chitarrista- produttore Marcel Coenen. Ad un primo ascolto ci si rende subito conto che l’album nel suo insieme è il frutto di un grande lavoro di concetto, molto studiato nelle sue singole parti e per questo piuttosto...

Kotipelto – Recensione: Serenity

Visto lo stato in cui versano gli Stratovarius da ormai diverso tempo, sarebbe stata un’utopia pensare che dal terzo disco solista di Timo Kotipelto potesse venire fuori un lavoro di altissimo livello. Non che ci sia qualcosa di particolarmente sbagliato, anzi. Magari viene un po’ da ridere ad...

Vainglory – Recensione: 2050

Il primo album dei Vainglory, inizialmente pubblicato nel 2001 e da poco ristampato da Lucretia, ci fa sprofondare in un’atmosfera già vista in molte opere di fantascienza. L’alienazione mentale di “Farenheit 451”, l’omologazione e la repressione di ogni tentativo di resistenza di “1984”, lo sterminio delle persone improduttive...

Kingcrow – Recensione: Timetropia

Come ogni mattina, Dirk, protagonista di una vita perfetta e senza ombre, saluta sua moglie e va a lavorare in macchina; quello che ancora non sa è che quest’oggi il destino gli ha riservato una sorpresa tutta particolare. Dirk rimane coinvolto in un gravissimo incidente stradale e sprofonda...