Autore: Alberto Capettini

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

Marty Friedman – Recensione: Dragon’s Kiss

Dopo aver scosso il mondo chitarristico insieme all’amico Jason Becker con quei Cacophony, scoperti dal guru Mike Varney (Shrapnel), e autori di soli due album diventati dei classici (“Speed Metal Symphony” e “Go Off!”) Marty Friedman pubblicò (ben prima del suo approdo nei Megadeth, delle sperimentazioni soliste e dell’infatuazione per...

Soen – Recensione: Lykaia

Ero davvero incuriosito di sapere se i Soen, in occasione dell’importante traguardo del terzo lavoro, sarebbero riusciti ad infondere un po’ di personalità ad una proposta formalmente ineccepibile (è sempre un piacere ascoltare il drumming di Martin Lopez così come i contrappunti tastieristici vintage di Lars Åhlund) ma...

Opeth – Recensione: Still Life

Nonostante l’abile interazione tra death metal e momenti acustici facesse parte del DNA degli Opeth già dall’esordio “Orchid” fu probabilmente con “Still Life” che la formula venne codificata, prima dell’esplosione del successo su scala mondiale di “Blackwater Park”. L’album in esame possiede una tale completezza d’intenti che difficilmente...

Firewind – Recensione: Immortals

I Firewind, forti di una nutrita discografia accumulata in 15 anni d’attività, rappresentano, per chi naviga nel mondo del power metal, il cosiddetto porto sicuro nel quale approdare quando si ha voglia di composizioni semplici, tirate e senza troppi fronzoli. E “Immortals” non rappresenta certo un’eccezione per quanto...