Autore: Alberto Capettini

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

Soto – Recensione: Origami

Se dovessimo individuare un musicista iperattivo di questi ultimi anni in ambito hard n’ heavy il nome di Jeff Scott Soto otterrebbe sicuramente un piazzamento d’onore (insieme al suo compare Mike Portnoy). Senza star qui a ricordare l’importanza storica e la peculiarità da “animale da palcoscenico” del cantante...

Speciale 1979: Top 25 album – Parte 2

Una brevissima introduzione (tanto c’è un sacco di materiale da leggere) anche per questa seconda parte dello speciale dedicato alle migliori uscite dal 1979. Anche questa seconda parte ha l’obiettivo di mostrare una carrellata, che per forza di cose non sarà del tutto esaustiva, sulle migliori uscite dell’anno,...

Xilla – Recensione: Distant Minds

Xilla è lo strano nome scelto da questi ragazzi per l’autoproduzione d’esordio del loro percorso musicale; e non scelgono una via commercialmente facile gli inglesi, perché “Distant Minds” contiene 1h10 di alternative rock mischiato al neo progressive… coraggioso modo di presentarsi sul mercato in questo 2019. Xilla è...

Port Noir – Recensione: The New Routine

Sono stati una piacevole sorpresa in occasione della pubblicazione del loro precedente album “Any Way The Wind Carries” (dopo un primo lavoro e un EP praticamente introvabili) i Port Noir, fautori di un interessante alternative rock arricchito di svariate contaminazioni provenienti dal neo prog, dall’elettronica e dal metal;...

Myrath – Recensione: Shehili

Con il precedente “Legacy” i Myrath avevano compiuto il classico “salto” in termini di qualità e vendite; dopo tre lavori molto interessanti ma che non li avevano aiutati ad emergere dall’underground power metal a connotazione progressiva la svolta era arrivato al maggior airplay portato dal contratto con earMusic...

Leverage – Recensione: Determinus

Non ce ne vogliano gli estimatori dei Leverage ma la band in questione non è mai riuscita a riversare su album il proprio ipotetico potenziale, dando sempre alle stampe lavori ampiamente sufficienti ma certamente non dei capolavori imprescindibili. Dopo un silenzio discografico di un decennio, un EP, “The...