Autore: Alberto Capettini

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

About Alberto Capettini

has published 936 posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

Haken – Recensione: L-1VE

E venne il giorno anche per una testimonianza live per gli astri nascenti Haken, e ci permettiamo di aggiungere: finalmente! Preferiamo in questa sede parlarvi della parte video di questo “L-1VE”, prodotto già di per sé professionale (doppio CD audio e doppio DVD) ma che raggiunge la sua...

The Sea Within – Recensione: The Sea Within

Sarebbe scontato dire che l’interesse intorno a questo nuovo collettivo denominato The Sea Within fosse generato primariamente dai nomi coinvolti; abbiamo cercato di scorgere altro che non fosse il palese talento di questi musicisti ma purtroppo il songwriting non ci è venuto in aiuto. La speranza, prima dell’ascolto,  era...

Subsignal – Recensione: La Muerta

Band di seconda fascia ma foriera di una classe innata i Subsignal giungono al traguardo del quinto album se escludiamo il “Live In Mannheim” incluso nella limited edition di “Paraiso”. Come molti sapranno i tedeschi sono la continuazione dell’ultima incarnazione dei Sieges Even e proseguono su un selciato...

Gazpacho – Recensione: Soyuz

La pacatezza ed eleganza con le quali i Gazpacho hanno sempre trattato la materia musicale ha generato nella loro carriera discografica momenti estremamente godibili ma altrettanti (se non di più) noiosi al limite del soporifero… Vediamo di che pasta è fatto questo “Soyuz”... La dissonanza creata dagli strambi...